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martedì 15 dicembre 2009

Sarkozy annuncia un prestito pubblico di 35 miliardi di euro Se la Francia investe sul suo futuro

Un investimento per preparare il futuro. Nicolas Sarkozy presenta così lo stanziamento pubblico di 35 miliardi di euro per le attività strategiche del paese. Un impegno che va dall’insegnamento superiore alla formazione e alla ricerca, dall’industria all’informatica. Uno sforzo economico che punta a dare al paese transalpino gli strumenti per rispondere in maniera più energica e solida alle sfide del futuro, per trarre il massimo del vantaggio della ripresa e per recuperare il terreno perduto con la crisi.
Tredici miliardi finanziati con il  rimborso dei prestiti dello Stato alle banche e gli altri ventidue, che saranno raccolti sui mercati alle migliori condizioni, per creare più nuovi posti di lavoro, per rendere più competitivo il paese, per puntare su uno sviluppo duraturo e costante. La concessione del maxiprestito, che accoglie le raccomandazioni di una commissione copresieduta da Alain Juppé e Michel Rocard, significa mettere in moto la crescita grazie a un incremento di sforzi finalizzati al progresso tecnologico.
«Non è un altro piano di stimolo – ha precisato il capo dell’Eliseo – questo prestito non finanzierà la spesa corrente, ma gli investimenti che renderanno più ricco il paese». Gli investimenti maggiori saranno destinati all’insegnamento superiore e alla formazione, e serviranno alla realizzazione da cinque a dieci campus universitari d’eccellenza e al rinnovamento dei centri di formazione.
Un’altra parte consistente della quota sarà destinata alla ricerca, in particolare per le applicazioni industriali, la sanità e le biotecnologie. La Francia investirà anche nel sostegno all’industria e alle piccole e medie imprese per la valorizzazione di filiere d’eccellenza come l’aeronautica, l’ingegneria spaziale e per il settore automobilistico, oltre alle reti ferroviarie e ai cantieri navali. L’impegno dello Stato, inoltre, sarà consistente anche nel settore ambientale per la lotta ai cambiamenti climatici e il finanziamento delle energie rinnovabili. «Dobbiamo preparare la Francia alle sfide future» dice Sarkozy e anche per questo, il paese punta ad avere le “migliori università del mondo”.
Questo in Francia. Poi, magari, da noi c'è un padre, con un ruolo non marginale nella classe dirigente italiana, che invita il proprio figlio a lasciare un paese che non investe suoi giovani, ma anzi li tiene ai margini, li sfrutta e perpetua un sistema che non dà un futuro. Basta una lettera a far da stimolo a una nazione?

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