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domenica 24 gennaio 2010

Un decreto impone ormai un’autorizzazione per poter diffondere dei filmati sulla rete. L’opposizione critica un attacco alla libertà d’espressione.


“L’applicazione di una direttiva europea”

La legge è già largamente condannata dall’opposizione, da differenti associazioni così come da aziende del digitale, che parlano di un attacco alla libertà d’espressione.

Il viceministro allo Sviluppo economico con delega alle Comunicazioni, Paolo Romani, insiste sul fatto che “questa legge non è altro che l’applicazione della direttiva europea 2007/65/CE

Per Nicola D’Angelo, commissario dell’autorità delle Comunicazioni, tale legislazione è contraria allo spirito della direttiva europea. L’Italia diviene “l’unico paese occidentale nel quale è necessaria un’autorizzazione preliminare del governo prima di utilizzare questo genere di servizi”, aggiunge. “Questo aspetto costituisce un rischio per la democrazia.”

Dal canto suo, l’associazione per la difesa della libertà d’espressione Articolo 21 denuncia delle “restrizioni” che “impediranno la testimonianza della vita degli italiani sotto forma d’immagini animate su internet.”

Paolo Romani si difende: “Il decreto non intende censurare l’informazione sulla rete, e ancora meno influire sulla possibilità d’esprimere le proprie idee ed opinioni attraverso blog, reti sociali.”



Maggiori dettagli sul link Innovazione

2 commenti:

  1. Che schifo!
    Occorre fare un distinguo tra una giusta regolamentazione e una chiara volontà di chiudere la bocca a coloro,che attraverso i filmati, possono mettere in difficoltà il POTERE. Lasciamo fare ai nostri attuali governanti; loro sanno dove vogliono arrivare. Noi possiamo pensar male, ma credo che il nostro pensar male è ben poca cosa rispetto alla realtà dei fatti. Quando i perbenisti dicono che si è sempre dieto a parlare male di Berlusconi...", penso che non se ne parli male abbastanza.

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  2. pare che questo decreto faccia riferimento ad una direttiva europea.
    l'unica cosa che posso dire, è vigilare, rimanere aggiornati, e valutare sull'operato.
    Quando se ne saprà di più, allora, si potrà valutare con chiarezza.
    Nel frattempo, occorre monitorare con attenzione.
    L'informazione è base e fondamenta della società odierna.

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