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sabato 18 settembre 2010

A Tokyo ricarico la batteria in 3 minuti



Quello nella capitale giapponese è il primo «distributore
a scambio» nel mondo completamente automatizzato

TOKYO - Ricaricare un’auto elettrica non è mai stato così semplice. Certo siamo a Tokyo, dove tutto sembra possibile, ma in questo caso futuro e realtà sono la stessa cosa. La zona è quella di Toranomon, a poche centinaia di metri da Ginza, centro commerciale e turistico della città giapponese. Si arriva con l’auto elettrica, la stazione la riconosce, alza la sbarra, si entra, ci si mette in posizione e inizia la danza delle batterie: da sotto un braccio meccanico scollega la batteria (piatta e posizionata nel pianale dell’auto), la rimuove e la sostituisce con una carica. Il semaforo diventa verde e si riparte. Tutto avviene nel massimo silenzio, senza scendere dall’auto o sporcarsi le mani con cavi e connettori.

Tempo dell’operazione? Il cronometro parla chiaro: poco più di tre minuti ovvero, lo stesso tempo necessario per un rifornimento di benzina ad un tradizionale distributore self service. Non aspettatevi poi le dimensioni di un centro commerciale: la stazione è grande quanto un normale autolavaggio. Nulla di più. Quello visto a Tokyo è il primo “distributore elettrico” al mondo a scambio di batterie ed è stato realizzato dal ministero dell’Economia giapponese e da Better Place, la società californiana nata nell’ottobre del 2007 per fare dell’auto elettrica un business. Il che tradotto, significa: acquistare un’auto senza le batterie, pagando a Better Place un canone mensile comprensivo di noleggio batterie e ricarica, un po’ come avviene oggi per i telefonini cellulari. D’altronde come dice il suo fondatore, Shai Agassi: «Oggi un’auto si acquista senza benzina. Nel nostro caso le batterie sono la benzina».

La prima fase della sperimentazione della stazione di Tokyo è durata 90 giorni e ha interessato 3 taxi elettrici, delle Nissan Qashqai riadattate dalla stessa Better Place con batterie al litio da 17 chilowattora dell’americana A123 Systems: «Ho fatto 3-4 ricariche al giorno. L’autonomia per ogni ricarica in media è stata di circa 70 km, ma con poco traffico sono arrivato anche a 100», ci ha raccontato uno dei tassisti impegnati nel progetto. In ogni momento è poi possibile controllare il livello di carica delle batterie con l’ormai immancabile applicazione per l’iPhone e oltre «per sostituzione», l’auto si può ricaricare anche normalmente con lo spinotto dal plug-in anteriore. La sperimentazione della stazione si è conclusa a fine luglio «ma visti i buoni risultati potrebbe riprendere a settembre», rassicurano a Tokyo. Le informazioni ottenute dall’esperienza giapponese saranno importanti per progettare gli impianti che saranno costruiti a partire dal 2011 in Israele e Danimarca (il costo stimato per ogni stazione di scambio batterie è di circa 350.000 euro). La soluzione della sostituzione delle batterie, vista all’opera, ha le caratteristiche per avere successo: veloce, semplice e sicura. Non mancano però le perplessità: «È difficile pensare ad una stazione di questo tipo per auto elettriche e batterie tutte differenti tra di loro. Può essere adottata in un piccolo mercato oppure per delle flotte, ma niente di più», afferma Minoru Shinohara, vicepresidente di Nissan e responsabile ricerca e sviluppo della casa giapponese.
Alessandro Marchetti Tricamo

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