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lunedì 24 gennaio 2011

Nel nuovo federalismo scatta il censimento sui costi dei comuni. Tassa di soggiorno anche ai piccoli

Quanti sono i semafori nel comune? Quante sono le auto, le moto, le biciclette e i telefoni cellulari di servizio utilizzati dalla polizia municipale? Quanto si spende per la cancelleria dell'ufficio anagrafe?
Parte la macchina dei «fabbisogni standard», il megacensimento su caratteristiche e costi dell'attività dei comuni e delle province che dovrà individuare i livelli di finanziamento giusti per le loro funzioni fondamentali. Un'operazione gigantesca, che dovrà passare al setaccio le modalità con cui gli enti locali svolgono il proprio core business, dall'anagrafe agli asili nido, dall'istruzione pubblica alla gestione di territorio e ambiente. L'obiettivo, ambizioso, è quello di fissare il «livello giusto» dei finanziamenti federalisti, cioè la somma che il fisco rinnovato dovrà garantire a ogni comune con i tributi propri e la perequazione. Si tratta, scrive il presidente dell'Anci Sergio Chiamparino nella lettera partita questa mattina con cui chiede la «massima collaborazione» ai colleghi dei comuni italiani, di «uno dei passi fondamentali per dare attuazione a un federalismo cooperativo e responsabile»; in effetti, nonostante i tira e molla sul decreto relativo al fisco municipale, che ha ottenuto una settimana di tempi supplementari per raccogliere le indicazioni dei comuni (oggi si dovrebbe iniziare a conoscere il nuovo testo), il cuore della partita è sui fabbisogni. Dipende dalla loro determinazione la possibilità di trasformare in realtà l'obiettivo teorico principe dei fautori del federalismo, cioè quello di «abbassare le tasse» e migliorare i servizi, e lì guardano anche gli incerti, che temono dal federalismo una contrazione nel perimetro dell'attività pubblica sul territorio. Nonostante la trattativa complicata con il governo, i sindaci si mettono nel primo gruppo, e Chiamparino nella lettera spiega che i fabbisogni standard sono lo strumento per «superare il finanziamento delle inefficienze».

La mega-raccolta dei dat
i, con i modelli elaborati dalla Sose (la società degli studi di settore) e da Ifel, l'istituto dell'Anci per la finanza e l'economia locale investito del ruolo di «partner scientifico» per tutta l'operazione-fabbisogni, debutterà in concreto lunedì prossimo. Dal 31 gennaio sarà operativo il sistema telematico di raccolta dei dati, che nell'anno del debutto si concentreranno su due funzioni fondamentali per ogni ente: la polizia locale dei comuni, i servizi per il mercato del lavoro nelle province e per entrambi le «funzioni generali», cioè il cuore della macchina amministrativa che gestisce l'anagrafe, i tributi, gli uffici tecnici, il personale.

Vista la complessità dell'opera, la riforma ha previsto un'introduzione a tappe dei fabbisogni standard, che in ognuno dei prossimi tre anni concentrerà l'analisi su due dei sei settori fondamentali in cui si articola l'attività degli enti. Ognuna di queste tappe, poi avrà un'applicazione progressiva triennale. In pratica: per i comuni quest'anno si misurano i fabbisogni standard di polizia locale e funzioni generali per il 2012, che saranno applicati gradualmente per entrare a regime nel 2015, il secondo gruppo, misurato l'anno prossimo, arriverà al traguardo finale nel 2016 e per l'ultimo gruppo l'appuntamento con l'applicazione a regime è previsto per il 2017. Per ogni gruppo, poi, è prevista una revisione a tre anni dalla sua adozione.

La settimana prossima, dunque, si parte con la polizia municipale e le funzioni generali. La scelta dei due capitoli d'esordio evita il più possibile il nodo delle esternalizzazioni, che per esempio nel settore sociale introducono ulteriori fattori di complicazione nel confronto fra i comuni, ma vanno dritti nelle attività centrali degli enti. Anche un settore come la polizia locale, del resto, è solo apparentemente semplice: il questionario conta 121 domande, distinte in 10 quadri, che indagano anche i fattori "critici" nell'attività di ordine pubblico, come la presenza di campi nomadi o di zone a traffico limitato sorvegliate da telecamere.

La valanga dei dati dovrà essere poi elaborata dai modelli matematici elaborati da Sose e Ifel, per individuare i livelli giusti di finanziamenti. Non è solo questione di costi: a differenza di quanto accade per le regioni, infatti, il modello unisce le funzioni di costo ai livelli di servizio indispensabili per garantire i diritti di cittadinanza ovunque, anche dove il fisco locale non è abbastanza generoso (per le regioni questo concetto è trattato a parte, con i «livelli essenziali di assistenza»). Dall'incrocio dei due fattori, se il sistema reggerà la prova dei fatti, arriverà il «costo efficiente» delle funzioni fondamentali che il federalismo dovrà garantire a tutti.



Fonte: Il sole 24 ore
Autore: Gianni Trovati

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