Nella giornata di ieri la decisione ufficiale
di Lisa Valentini
REGGIO EMILIA (13 aprile 2011) - E’ ufficiale: a Reggio arriveranno entro l’inizio della prossima settimana 60 profughi e altri 100 a distanza di qualche mese. Lo ha annunciato ieri il Comune, dopo l’incontro avvenuto con il presidente della regione Emilia Romagna, Vasco Errani. Durante l’assemblea, alla quale erano presenti il sindaco, Graziano Delrio, e l’assessore alla Sicurezza e alla Coesione sociale, Franco Corradini, è stato reso noto che il programma di accoglienza si dividerà in più d’una tranche, a partire da martedì e mercoledì prossimi. Dapprima, in Emilia-Romagna entreranno 500 migranti, di cui 60 saranno di nostra responsabilità. In un secondo momento, poi, la regione ne accoglierà altri mille, di cui un 10% sarà affidato alla nostra città. Complessivamente, però, c’è la possibilità che in regione si possa arrivare fino 3.700 stranieri (stima calcolata sulle previsioni nazionali di 50mila arrivi), cui le comunità locali garantiranno vitto, alloggio e eventuali cure mediche in caso di bisogno, ma anche percorsi di inserimento sociale. Il criterio di distribuzione sul territorio provinciale resterà sempre lo stesso: le città accoglieranno i migranti in base alla percentuale di popolazione residente nelle 9 province. In particolare Piacenza sistemerà 35 stranieri, Parma 50, Reggio Emilia 60, Modena 80, Bologna 120, Ferrara 40, Ravenna 45, Forlì-Cesena 40 e Rimini 35. Intanto, ieri sera all’aeroporto Marconi, sono atterrati i primi 30 minori, tutti di nazionalità somala, che sono già stati sistemati in strutture di accoglienza. Terza in regione dopo Bologna e Modena, secondo questo calcolo, alla nostra città spetteranno 60 migranti subito e un altro centinaio nei prossimi mesi, secondo gli step regionali. Dei primi che arriveranno non è ancora certo il luogo di sistemazione, la Caritas ha però dato la sua disponibilità ad accoglierne una decina presso la casa d’accoglienza di Gavasseto, ubicata nei pressi della parrocchia. In forse rimane l’ex villaggio Tav, tuttora in fase di ristrutturazione, che potrà ospitare in un prossimo futuro circa una cinquantina di persone. "La distribuzione precisa degli stranieri in arrivo non ci è ancora nota - specifica Corradini -. La Caritas, che in questi giorni si è attivata per darci una mano ha ufficialmente dato disponibilità per circa una decina di persone. Le altre le distribuiremo sul territorio provinciale. Nei giorni che seguiranno istituiremo incontri volti alla risoluzione di questo problema coi capi distretto dei nostri Comuni e vedremo come gestire la situazione". Le questioni spinose che però rimangono aperte sono molte. Fra tutte una: dove saranno reperite, e come verranno ammortizzare le spese di mantenimento dei profughi? Di quale tipo di libertà, e di permesso di soggiorno, godranno i migranti che arriveranno da noi? "Su queste difficili questioni saranno impegnate le amministrazioni comunale e provinciale. Al momento però nessun decreto attuativo del governo ha dato disposizioni di alcun genere".
REGGIO EMILIA (13 aprile 2011) - E’ ufficiale: a Reggio arriveranno entro l’inizio della prossima settimana 60 profughi e altri 100 a distanza di qualche mese. Lo ha annunciato ieri il Comune, dopo l’incontro avvenuto con il presidente della regione Emilia Romagna, Vasco Errani. Durante l’assemblea, alla quale erano presenti il sindaco, Graziano Delrio, e l’assessore alla Sicurezza e alla Coesione sociale, Franco Corradini, è stato reso noto che il programma di accoglienza si dividerà in più d’una tranche, a partire da martedì e mercoledì prossimi. Dapprima, in Emilia-Romagna entreranno 500 migranti, di cui 60 saranno di nostra responsabilità. In un secondo momento, poi, la regione ne accoglierà altri mille, di cui un 10% sarà affidato alla nostra città. Complessivamente, però, c’è la possibilità che in regione si possa arrivare fino 3.700 stranieri (stima calcolata sulle previsioni nazionali di 50mila arrivi), cui le comunità locali garantiranno vitto, alloggio e eventuali cure mediche in caso di bisogno, ma anche percorsi di inserimento sociale. Il criterio di distribuzione sul territorio provinciale resterà sempre lo stesso: le città accoglieranno i migranti in base alla percentuale di popolazione residente nelle 9 province. In particolare Piacenza sistemerà 35 stranieri, Parma 50, Reggio Emilia 60, Modena 80, Bologna 120, Ferrara 40, Ravenna 45, Forlì-Cesena 40 e Rimini 35. Intanto, ieri sera all’aeroporto Marconi, sono atterrati i primi 30 minori, tutti di nazionalità somala, che sono già stati sistemati in strutture di accoglienza. Terza in regione dopo Bologna e Modena, secondo questo calcolo, alla nostra città spetteranno 60 migranti subito e un altro centinaio nei prossimi mesi, secondo gli step regionali. Dei primi che arriveranno non è ancora certo il luogo di sistemazione, la Caritas ha però dato la sua disponibilità ad accoglierne una decina presso la casa d’accoglienza di Gavasseto, ubicata nei pressi della parrocchia. In forse rimane l’ex villaggio Tav, tuttora in fase di ristrutturazione, che potrà ospitare in un prossimo futuro circa una cinquantina di persone. "La distribuzione precisa degli stranieri in arrivo non ci è ancora nota - specifica Corradini -. La Caritas, che in questi giorni si è attivata per darci una mano ha ufficialmente dato disponibilità per circa una decina di persone. Le altre le distribuiremo sul territorio provinciale. Nei giorni che seguiranno istituiremo incontri volti alla risoluzione di questo problema coi capi distretto dei nostri Comuni e vedremo come gestire la situazione". Le questioni spinose che però rimangono aperte sono molte. Fra tutte una: dove saranno reperite, e come verranno ammortizzare le spese di mantenimento dei profughi? Di quale tipo di libertà, e di permesso di soggiorno, godranno i migranti che arriveranno da noi? "Su queste difficili questioni saranno impegnate le amministrazioni comunale e provinciale. Al momento però nessun decreto attuativo del governo ha dato disposizioni di alcun genere".
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