giovedì 12 gennaio 2012
Il procuratore Grandinetti ha segnalato queste vicende alla Dda di Bologna
REGGIO EMILIA - Prima gli incendi dolosi, poi gli spari a Santa Vittoria di Gualtieri contro un container di un'azienda edile. In seguito a questi inquietanti episodi la procura di Reggio, dopo aver individuato in questi fatti elementi che portano alla criminalità organizzato, ha investito della competenza la Dda (Direzione distrettuale antimafia) di Bologna
Il procuratore capo, Giorgio Grandinetti, ha segnalato le vicende all'Antimafia per capire se fra gli incendi di auto che si moltiplicano e gli spari contro il container possa esserci un collegamento. Anche sui numerosi incendi dolosi che si propagano nella nostra provincia è partita una segnalazione all'Antimafia che sta indagando su questi fatti. Nel mirino degli inquirenti, in particolare, i due incendi nella notte fra il 15 e il 16 maggio 2010 e quello della notte del 14 novembre 2011 che hanno colpito una Bmw 730 sempre nello stesso posto, il parcheggio, a Reggio Emilia, di via Cecati.
Ma ad attirare l'attenzione degli investigatori è il fatto che nel mirino è finito sempre lo stesso proprietario delle due auto in fiamme, cioè l’imprenditore calabrese 37enne Michele Colacino che lavora nel settore degli autotrasporti (la sua ditta ha sede a Castelnovo Sotto). Gli inquirenti sostengono che i due incendi sono due atti intimidatori messi in campo dalla 'ndranghte e l'imprenditore, invece, da sempre dice che non è vero e che propende per un atto vandalico.
Il procuratore capo, Giorgio Grandinetti, ha segnalato le vicende all'Antimafia per capire se fra gli incendi di auto che si moltiplicano e gli spari contro il container possa esserci un collegamento. Anche sui numerosi incendi dolosi che si propagano nella nostra provincia è partita una segnalazione all'Antimafia che sta indagando su questi fatti. Nel mirino degli inquirenti, in particolare, i due incendi nella notte fra il 15 e il 16 maggio 2010 e quello della notte del 14 novembre 2011 che hanno colpito una Bmw 730 sempre nello stesso posto, il parcheggio, a Reggio Emilia, di via Cecati.
Ma ad attirare l'attenzione degli investigatori è il fatto che nel mirino è finito sempre lo stesso proprietario delle due auto in fiamme, cioè l’imprenditore calabrese 37enne Michele Colacino che lavora nel settore degli autotrasporti (la sua ditta ha sede a Castelnovo Sotto). Gli inquirenti sostengono che i due incendi sono due atti intimidatori messi in campo dalla 'ndranghte e l'imprenditore, invece, da sempre dice che non è vero e che propende per un atto vandalico.

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